C’è nessuno in ascolto?
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Kaichō
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Un bel traguardo

Non mi ero posta nessun traguardo specifico quando ho iniziato a scrivere gli articoli su Linkedin, ma adesso sono 50! Abbiamo trattato insieme davvero tanti temi, alcuni leggeri, altri motivazionali e altri ancora più impegnativi, per molti di questi gli apprezzamenti sono stati incoraggianti, altri invece hanno ricevuto critiche feroci, ma tutti insieme hanno contribuito a creare una di quelle fantastiche spirali di positività che tante volte ho trattato nei miei scritti e che molte altre volte ancora tratterò, perché sì ora so che la motivazione che mi spinge a scrivere gli articoli è quella di trasmettervi la positività che mi ha sempre contraddistinto, la tenacia e la forza di volontà che mi ha aiutato nella vita ad affrontare qualunque difficoltà io abbia avuto.

Durante il primo lockdown ho cercato la giusta motivazione per affrontare la difficile situazione lavorando molto sulla mia formazione professionale e personale, complice il ritrovato tempo a disposizione ho iniziato a leggere tanto e a frequentare moltissimi webinar, pensavo che il modo migliore di impiegare il tempo durante la pausa forzata fosse quello di crescere professionalmente e spiritualmente riempiendo così le interminabili giornate di confino casalingo, certo c’erano le dirette e le call con i dipendenti e l’amministrazione della mia azienda e sicuramente tanti pensieri legati al futuro del lavoro sia personale che in generale, ma l’approccio “forzato” alla tecnologia a cui sono stata messa di fronte mi ha aperto la mente sulla possibilità di condividere con voi queste mie esperienze, non l’ho fatto da subito con l’intento di recitare la parte della formatrice, né tantomeno con l’intenzione di mostrarmi come motivatore o tantomeno insegnante, diciamo piuttosto che ho sentito la necessità di scrivere qualcosa che riguardasse la mia esperienza professionale e personale, inoltre, come capita a tanti, superata una certa età si sente la necessità di far conoscere una parte di se stessi e del proprio pensiero, per questo una sera entrando su LinkedIn ho “cliccato” su SCRIVI UN ARTICOLO.

 

“Insegnando impariamo.”
(Arthur Schopenhauer)

 

Il primo che ho scritto “Siamo i soli artefici del nostro destino” voleva proprio riassumere il difficile periodo che tutti stavamo attraversando e come affrontarlo al meglio contando solo sulle proprie forze, evidenziando perciò come in realtà il vero cambiamento deve partire da noi. Ho di seguito preso spunto da alcune vicissitudini personali e professionali per avviare un’analisi sulla negatività che spesso ci circonda senza volerlo o peggio senza accorgersene, analizzando però anche il fatto che, nuovamente, siamo i soli responsabili dei nostri insuccessi e come sovente tentiamo di mascherare il fallimento attribuendo ad altri le colpe per i traguardi falliti. In seguito mi sono resa conto di come in realtà molti dei malesseri che proviamo derivano dalle spirali di negatività che spesso si innescano contro il nostro volere fomentate da personalità negative, che con la loro influenza ben celata dietro un falso perbenismo e un altrettanto falsa amicizia sono in grado di modificare radicalmente tutto l’ambiente che ci circonda, decisi di intitolarlo “Chi va con lo zoppo impara a zoppicare” con l’unico e candido intento di riprendere un vecchio detto popolare, cercando solo evidenziare come possa essere deleterio frequentare certe personalità negative che possono, lentamente ma inesorabilmente, avvelenare la nostra vita, ne derivò una accesa e quanto mai sterile discussione con alcuni “leoni da tastiera” che ho poi trattato in un altro articolo “The lion fake”. Il titolo che avevo scelto fu tacciato di classismo e violentemente attaccato, con il chiaro intento di affibbiarmi una falsa ideologia, la cosa curiosa riguardò proprio il fatto che alla fine alcuni dei miei collaboratori più stretti si innervosirono a tal punto da rispondere per le rime nei post che ne seguirono, cadendo così nella “trappola” negativa che si era appena aperta nella discussione, in sostanza si verificò esattamente ciò che avevo descritto nell’articolo, ma giuro senza volerlo!

Dopo un paio di mesi e qualche altro articolo ho pensato di iniziare a condividere con voi le mie esperienze professionali, alcune acquisite nel corso degli anni come per “La raffinata arte del saccente” nel quale ho descritto come imparare a riconoscere certi individui “tossici”, altre invece nuove, frutto della mia formazione specifica come “La filosofia della formiche” nel quale, come in tanti altri articoli, ho voluto condividere con voi alcune perle di saggezza manageriale.

 

 

“Non si insegna quello che si sa o quello che si crede di sapere: si insegna e si può insegnare solo quello che si è.”
(Jean Léon Jaurés)

 

Da donna, madre e imprenditrice mi sono ritrovata spesso ad argomentare temi circa la disuguaglianza di genere, la violenza sulle donne o la parità salariale, mi ha fatto davvero piacere in questi casi constatare come molti dei commenti ricevuti fossero di uomini e tutti di apprezzamento per trattare argomenti così delicati, il mio intento era, e rimane, quello di sensibilizzare tutti, su aspetti che necessitano non solo di essere affrontati ma di essere RISOLTI una volta per tutte! Il tema di un articolo che mi ha dato molta soddisfazione riguardava la necessità di imparare a riscrivere “Il Curriculum vitae come una storia” da quel giorno ho ricevuto personalmente centinaia di curriculum RISCRITTI come da miei consigli, reinterpretati in modo da valorizzare il soggetto cercando di raccontare se stessi, superando il mero aspetto di ELENCO delle competenze, in considerazione del fatto che non siamo un “numero” e non vorremmo mai esserlo.

Con “Scusate il disturbo” mi prendo il merito di aver “illuminato” tanti follower sul loro modo di relazionarsi con gli altri, l’articolo nacque spontaneamente conseguente a quello sul modo di scrivere un curriculum, proprio per dare un aiuto concreto a chi cerca lavoro cercando di spiegare come meglio approcciare un possibile contatto, ne sono nate poi delle discussioni molto costruttive che tutt’oggi, a distanza di mesi dalla pubblicazione, proseguono ed evolvono l’argomento. Uno di quelli che amo di più è “Cheese” nel quale ho preso spunto da un fatto accadutomi il giorno prima, ho analizzato l’importanza di REGALARE un sorriso al prossimo per migliorare noi stessi e l’ambito che ci circonda… ah se tutti facessimo così ogni giorno!

Ho poi trattato argomenti sull’importanza di saper gestire il successo, di ammettere i propri errori e come correggerli, come pianificare il raggiungimento di un obiettivo, come impostare un’agenda personale e su come sfruttare al massimo le 24 ore che ognuno di noi ha a disposizione ogni giorno, insomma ho spaziato il più possibile affrontando tanti argomenti molto diversi tra loro, ma tutti con il chiaro intento di suggerire quale potesse essere la strada migliore per il successo, sono convinta che per molti di voi questi scritti sono stati di grande aiuto per capire e superare tanti ostacoli, raggiungere traguardi e completare gli obiettivi prefissati. In “Ce l’avevo quasi fatta” ho cercato di sensibilizzare tutti voi sul perché molte volte il traguardo ci sfugge per un “pelo”, e quando la pandemia ha iniziato a far davvero paura, ho cercato di stimolare il “Coraggio” che ognuno di noi ha ma che spesso non sa usare bene.

 

“Si insegna a chi vuole sapere. Impara solo chi vuole capire.”
(Yami)

 

In conclusione con circa 5 ore di lettura complessiva per tutti questi 50 articoli spero di aver dato il mio piccolo contribuito alla vostra crescita personale e professionale, sento di avere ancora molto da dire perché ogni giorno che passa mi regala nuove esperienze e il piacere di condividerle con voi è impagabile, i vostri commenti, il vostro affetto la vostra presenza costante nei miei post mi riempie di gioia, vorrei infine invitare tutti i nuovi follower a leggere gli articoli che si sono persi e commentarli liberamente, perché ogni vostro pensiero aumenta il mio bagaglio di esperienze e mi aiuta a individuare nuovi argomenti da trattare… ci “leggiamo” all’articolo numero 51!

#GemmaDeiNumeri1