04Mag

Ho letto in questi giorni un interessante articolo circa una sensazione che lentamente si sta mostrando ai più sotto forma di mancanza di gioia, non una vera e propria depressione, ma piuttosto una reale mancanza di benessere, sembra questa essere una conseguenza della lunga crisi pandemica e dei ripetuti lockdown più o meno stringenti che abbiamo vissuto. L’impossibilità di pianificare qualunque cosa sul lungo termine, per molti di noi, ha significato un aumento considerevole dello stress, ma senza che esso diventasse poi una vera e propria depressione, ecco quindi che il sociologo Corey L. Keyes ha coniato il termine “languishing” che ben si associa al nostro languire. Stiamo assistendo ad una nuova forma di psicosi dovuta alla crisi pandemica che rischia di minare il nostro equilibrio psicologico, e come spesso accade senza che ciò sia immediatamente riconoscibile o visibile.

Scrivendo questo articolo vorrei focalizzarmi, non tanto sulle cause e gli effetti di questo stato di languore o appunto Languishing come ci suggerisce Keyes, vorrei invece cercare di suggerire come evitare di cadere in questo stato mentale che in maniera subdola e silenziosa rischia di entrare prepotentemente nelle nostre vite, sono sicura che tutti noi, anche se in misura diversa, ci siamo sentiti minacciati dalla pandemia. Se notiamo difficoltà nella concentrazione, o se non ci sentiamo al massimo della nostra salute psicofisica, specie senza che ci siano apparenti cause materiali oltre allo stress della situazione logicamente, potremmo essere già preda del famigerato languishing, come scrive Adam Grant, autore dell’articolo e psicologo alla University of Pennsylvania “ti senti come se ti stessi confondendo tra i giorni, come se guardassi la tua vita da un finestrino appannato”. Assistiamo quindi, impotenti, alla semplice assenza di benessere, l’impossibilità di poter programmare con certezza qualcosa, la mancanza di contatto fisico con le nostre persone amate, con gli amici, la perdita della normale quotidianità, tutti elementi in grado di “spegnere” la motivazione, distruggendo la nostra capacità di concentrazione, il languishing ci mette in una pericolosa situazione di stallo.

 

Qualsiasi cosa tu faccia potrebbe non fare alcuna differenza, ma è molto importante che tu la faccia.
(Mahatma Gandhi)

 

Il primo passo importante per evitare di cadere in questa trappola o per uscirne è proprio quello di individuare tutti i segnali che il nostro corpo e la nostra mente ci inviano, come detto potremmo essere preda di una forte mancanza di concentrazione, o non sentirci al massimo delle nostre forze, ma anche rimanere svegli la notte, oltre il nostro normale ciclo di sonno, è un segnale al quale prestare molta attenzione, potrebbe essere una sorta di reclamo della libertà perduta durante il giorno, come se volessimo vivere a ogni costo, anche quello di stravolgere il normale ciclo sonno/veglia con importanti ripercussioni sul nostro rendimento nei giorni a seguire. Come ci suggerisce Gandhi la cosa importante è “fare”, l’immobilismo al quale spesso siamo stati costretti in questo lungo periodo deve essere contrastato in qualunque modo e con qualunque mezzo, in molti hanno approfittato per risposarsi, e sicuramente ne avevamo bisogno, ma poi? Cerchiamo di dedicare più tempo a noi stessi, come? Rivedendo il nostro curriculum ad esempio, anche se non ne abbiamo immediatamente bisogno è una di quelle cose che si rimandano sempre per mancanza di tempo. Formiamoci! Negli ultimi mesi sono praticamente esplosi i corsi online per ogni cosa, la stragrande maggioranza sono gratuiti, non perdiamo l’occasione di poter approfittare ora di questo grande spunto. Studiamo! Sempre in questo periodo sono aumentati a dismisura video tutorial che insegnano e trasmettono qualunque passione, e perché no, proviamo a farne di nostri, magari una nostra passione che coltiviamo da tempo, potrebbe diventare fonte di ispirazione per qualcun altro; insomma diamoci da fare!

 

 

Prima o poi saremo costretti ad affrontare anche la crisi post pandemica, in realtà con le campagne vaccinali in pieno corso ciò avverrà molto prima di quanto pensiamo, anche allora ci troveremo di fronte ad una nuova importante sfida, vedremo nuovamente cambiate le nostre abitudini dovendo attingere alla nostra capacità di adattamento, e come per la pandemia, che ci ha visto costretti ad assumere svariati e diversi ruoli contemporaneamente, anche la crisi post pandemica ci vedrà impegnati ad assumere nuovi ruoli, a percorrere nuove strade, dovremo quindi essere pronti anche in questo caso, per non cadere nella trappola del languishing che potrebbe velocemente trasformarsi in un burnout, in pratica potremmo passare da uno stato di immobilismo ad uno di estrema attività che potrebbe coglierci impreparati. Cambiare spesso ruoli sia nel quotidiano che nel sociale è stato sicuramente uno dei fattori chiave più determinanti nel creare questo pericoloso stato mentale, in molti hanno dovuto destreggiarsi velocemente tra figli, casa e lavoro, senza avere la possibilità di programmare alcunché, senza sapere realmente quando ciò sarebbe finito, ma siamo veramente sicuri che ciò finirà?

 

Qual è il padre di qualsiasi azione? Che cosa, alla fine, determina ciò che diventiamo e dove andiamo nella vita? La risposta è: le nostre decisioni
(Anthony Robbins)

 

Quando vi chiedo se siamo sicuri che veramente tutto ciò avrà fine, non mi riferisco alla pandemia in sé, quella ne sono certa finirà, ma penso anche che questa crisi ci abbia insegnato qualcosa, penso che ci abbia mostrato come effettivamente siamo esposti ad eventi talmente grandi che non possiamo controllare, o almeno non nell’immediato. Da inguaribile ottimista cerco sempre il lato positivo delle cose, in tutte le esperienze negative che ho vissuto ho sempre cercato l’insegnamento che ne dovevo trarre, ebbene anche in questo caso ho adottato questa filosofia e quindi, almeno per me, posso dire che non finirà la mia ritrovata capacità di adattamento, non finirà la mia forza di affrontare le avversità, non finirà l’energia che ho dovuto trovare per combattere questo subdolo virus che ogni giorno mi ricorda la sua presenza con l’affaticamento e le difficoltà respiratorie, e non finirà nemmeno la voglia di vivere che questa crisi ha aumentato in me e spero in tutti voi, quella voglia di vivere ogni istante della nostra vita, quella voglia di vivere nel presente e nel futuro, senza dimenticare il passato, dal quale imparare dai nostri errori per non commetterne più, per i governi che devono imparare che queste cose possono accadere e farsi trovare pronti in futuro e per singoli che altrettanto devono imparare ad affrontare le avversità della vita con ritrovato dinamismo, consci del fatto di essere dei sopravvissuti e come tali benedetti dalla vita.

 

#GemmaDeiNumeri1

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