26Apr

Accendo il portatile, lascio che le mie dita scorrano da sole sulla tastiera, vorrei pensare, vorrei riflettere, suggerire o narrare, ma nulla di tutto ciò, passo i minuti a fissare lo schermo vuoto nella vana speranza che si riempia da solo, certo il weekend senza tecnologia e contatti che mi sono ripromessa di passare non aiuta a scrivere un articolo motivazionale, ma a volte la motivazione risiede nel profondo della nostra anima, sepolta da una infinità di frammenti di esperienza di vita non catalogati, non analizzati, rimandati all’infinito fino a trasformarli in una enorme massa di informazioni che necessitano di essere ordinate e riordinate correttamente,  con un criterio, analizzate per dar loro la giusta forma e il giusto peso.

Ci sono volte in cui sento la necessità di prendermi un momento di pausa e riflessione, negli ultimi mesi non è potuto accadere spesso (quasi per nulla a dire il vero) per via dei molteplici impegni che quotidianamente riempiono la mia agenda, ma questo weekend ho deciso di tagliare con tutto e tutti e di dedicare del tempo solo a me stessa, telefoni spenti, internet al minimo, elettronica muta! E via con meditazione, yoga, e stesura dell’articolo per stasera, mi sono chiesta cosa potessi scrivere, ho cercato di riflettere su quale potesse essere un argomento accattivante, su come potessi incuriosire qualcuno con una storia, magari di esperienza vissuta, ma più ci pensavo, più non riuscivo a trovare nulla che fosse convincente, complice il primo vero assaggio di primavera e la mia decisione di “scollegarmi”, siamo rimasti lì da soli, io e il monitor, a guardarci. Il cursore che continua a lampeggiare in attesa di digitare chissà quale epico scritto da regalare ai miei follower, ma nulla, testa vuota, forse il relax o semplicemente il momento di pausa, fatto sta che dopo un paio d’ore non avevo ancora neanche deciso l’argomento da trattare, poi mi sono chiesta se effettivamente buttare giù qualche riga a ruota libera poteva essere un ulteriore stimolo a prolungare la pausa e goderne i benefici. Come di consueto ho iniziato a cercare qualche argomento valido in merito che motivasse questa scelta e ho scoperto che in effetti a volte scrivere a ruota di libera ha lo stesso impatto emotivo e funzionale di pensare o sognare senza meta, attivare un pensiero e poi un altro e un altro ancora, senza un vero filo logico aiuta in realtà il cervello a coordinare tutta quella infinita serie di informazioni frammentarie che spesso rimandiamo nella loro analisi e che finiscono poi per perdersi nei meandri del nostro inconscio, attenzione perdersi agli occhi della nostra visione cosciente, perché in realtà tutti questi frammenti di pensieri, esperienze, decisioni non prese, rimandate o eventi non analizzati, rimangono comunque immagazzinati e a lungo andare generano un fardello enorme di informazioni non catalogate che tutte insieme contribuiscono poi a creare un disagio interiore difficilmente identificabile, proprio perché composto da informazioni “fuori catalogo”.

 

Nel cerchio di un pensiero a volte mi riposo sognando… (Alda Merini)

 

Ho ripercorso mentalmente gli eventi degli ultimi mesi, mi sono spinta più indietro che potevo, ho tralasciato tutto quello di cui avevo una visione più o meno chiara, concentrandomi invece su tutti quei frammenti di vita vissuta che non ho avuto il tempo, né il modo di approfondire, ho ripercorso molti di questi eventi con una chiave di lettura diversa, ho ridisegnato alcuni obiettivi, ho rivisto dei punti che consideravo come fermi e inossidabili mentre per altri che a suo tempo ho giudicato più frivoli ne ho rivalutato l’importanza. Mi sono in pratica concentrata su tutto ciò che in ogni momento ho considerato “rimandabile” nelle decisioni o nei pensieri e mi sono resa conto che in effetti questo era un ottimo metodo per iniziare a discernere su ciò che veramente conta nella vita, su quali nuovi obiettivi pormi e su come perseguirli. A volte, infatti, può capitare di sentirsi legati ad una situazione, una persona un oggetto senza riuscire veramente a liberarci del pensiero che essa rappresenta per noi, coltiviamo la malsana idea che “senza” non riusciremmo a percorrere nemmeno un passo, ce ne convinciamo a tal punto da rendere “utile” l’inutile, ed è proprio grazie all’analisi del libero pensiero che riusciamo a catalogare correttamente ciò che davvero ci è utile e quello che invece possiamo lasciare andare, attenzione non LASCIARSI ANDARE questo è tutt’altro atteggiamento che non condivido affatto, per nessun motivo, ma invece lasciare andare tutte quelle situazioni che ormai si trascinano stancamente da tempo, fiaccandoci a nostra volta; certo siamo nati e cresciuti nei valori del NON MOLLARE MAI! Resistere fino alla fine, ma anche questo è davvero tutt’altra cosa, si pensa erroneamente che lasciar andare qualcosa o qualcuno sia da perdenti, ma se dietro questa decisione c’è una scelta oculata, nata magari da un pomeriggio di introspezione come questo, con pensieri che muovendosi a ruota libera finiscono proprio lì, in quell’angolino sepolto di frammenti di vita vissuta, immagazzinata ma non analizzata, riposta senza ordine, dove troviamo un piccolo tassello che ci era sfuggito, un’esperienza di vita, una frase un incontro che si rivela invece essere l’anello di congiunzione per tutta una serie situazioni che finalmente, grazie a quel piccolo pezzettino, trovano ordine, allora, dico io, perché non lasciarsi andare? Perché non cavalcare l’onda emozionale che spesso accompagna la scoperta di un così piccolo particolare che ci era sfuggito? Nell’immensità di informazioni che hanno caratterizzato questo lungo periodo colmo di ostacoli, lasciare che i propri pensieri scorrano a ruota libera può spesso aiutare a trovare qualche piccolo particolare che in prima analisi ci era sfuggito.

 

 

A volte, la cosa più urgente e importante che si possa fare, è concedersi un completo riposo. (Ashleigh Brilliant)

 

Come abbiamo imparato in questi mesi, gli ostacoli maggiori sul nostro cammino li crea spesso la nostra mente, uno di questi limiti consiste proprio nel riproporci periodicamente una tale situazione per impedircene il distacco, classici esempi sono il timore di perdere qualcosa, la nostalgia del passato, o la paura del cambiamento, tutti sotterfugi che come abbiamo analizzato qualche tempo fa il nostro subconscio crea per proteggerci da possibili pericoli, retaggio atavico di un periodo dove anche fare una passeggiata all’aria aperta poteva trasformarsi in un incubo, oggi fortunatamente non è più così e dobbiamo pertanto impegnarci a contrastare questi vecchi meccanismi di autodifesa inconscia, decidendo di partecipare attivamente nel mondo che ci circonda come attori principali della nostra vita e non come vittime dei nostri pensieri. Impariamo a raccogliere i nostri pensieri, lasciando la mente libera di vagare, chiediamoci costantemente che emozioni proviamo realmente nel tenere in piedi una certa situazione, quanta fatica ci costa, cosa ci trattiene dal cambiamento e soprattutto cosa potrebbe accadere se ci lasciassimo andare; fondamentale però darsi anche delle risposte, trovare soluzioni, attingere a quell’enorme bagaglio di informazioni tutte lì, dentro di noi, pronte per essere sfruttate al meglio e consentirci quel cambiamento che tardiamo a fare e che spesso proprio perché tarda ad arrivare ci causa quel filo sottile di malessere costante, una vera spina, sovente inconsapevole, che pian piano logora la nostra forza di volontà.

 

La vita non pensa che a riposarsi il più possibile in attesa della morte. La vita pensa solo a morire.
(Jacques Lacan)

 

Lo so questa è una citazione forte e controversa come lo sono molte delle citazioni di Lacan, ma serve a farci riflettere sul fatto che lo scopo del nostro subconscio è quello di preservare la nostra vita a qualunque costo, anche quello di inchiodarci su un divano aspettando la fine, deve proteggerci a tal punto da creare una intricata serie di freni psicologici con il solo fine di fermare qualsiasi cambiamento, ci offusca il pensiero visibile, sostituendolo con incertezze, paure e ansie, lasciamo quindi al nostro subconscio il solo compito di proteggerci dagli imprevisti, prendiamo noi il controllo della nostra vita, decidiamo noi se rimanere legati a qualcosa oppure no, riscattiamo appieno il nostro potere di scegliere! Non possiamo focalizzarci solo sul passato o su un futuro che ancora non conosciamo, viviamo qui e ora, lasciarsi andare a ruota libera aiuta a prendere consapevolezza del momento attuale, archiviando e dando il giusto peso al passato che non deve essere dimenticato, anzi proprio così facendo lo valorizzeremo per quello che è stato, nel bene e nel male, focalizziamoci sullo stato attuale evitando di lasciare libero l’inconscio con le sue proiezioni immaginarie e il suo eccessivo protezionismo nei nostri confronti, quello di cui abbiamo bisogno lo troviamo ora, nel presente.

 

#GemmaDeiNumeri1

23 Replies to “A ruota libera”

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